Più che un Hub Covid

Milano (businessinsider - Andrea Sparaciari), 18 novembre 2020

Quello del carcere di Bollate sembra un lazzaretto

Il personale sanitario dell'Hub Covid del carcere di Bollate: un medico e tre infermieri! Lo chiamereste Hub Covid un reparto con 198 posti-letto affidati a un solo medico e a tre infermieri? Probabilmente no, ma nell'universo delle carceri italiane, anche un reparto adibito a ospitare solamente detenuti positivi diventa automaticamente un Hub Covid; pur assomigliando più a un lazzaretto di manzoniana memoria che a un padiglione di terapie intensive.
Parliamo del nuovo Hub Covid aperto il 9 novembre 2020 nella Casa di reclusione di Bollate; il reparto - partito con i primi 66 posti e che nei prossimi giorni sarà ampliato fino a raggiungere una disponibilità di 198 letti su tre piani detentivi - è stato ricavato all'interno del settimo reparto, di solito occupato dai 'sex offenders'; scelto perché è l'unico ad avere una porta con apertura elettromagnetica all'ingresso, unica minima misura di sicurezza anche in ottica sanitaria.
Ma non bisogna farsi illusioni: questo reparto per il resto è assolutamente identico agli altri, con gli stessi spazi angusti che portano promiscuità, certamente non concepiti per il distanziamento sanitario; l'unica differenza rispetto agli altri reparti è di avere un paio di locali adibiti a infermeria, in modo da renderlo autonomo nella dispensazione delle terapie: stop.
Nonostante ciò, l'Hub Covid a regime dovrà ospitare tutti i detenuti positivi delle carceri lombarde, ora assistiti dai singoli istituti: secondo il provveditore regionale all'Amministrazione penitenziaria, Pietro Buffa oggi ci sarebbero complessivamente 156 detenuti Coronavirus-positivi tra tutte le carceri della regione.
L'associazione Antigone stima che, al 7 novembre 2020, tra malati e asintomatici, fossero a San Vittore 82; a Bollate 45; a Opera 4 (più due in regime di 41 bis).
Questi i numeri ufficiali, tuttavia sono decine (probabilmente centinaia) i reclusi che attendono di fare il tampone; una situazione che si fa ogni giorno più pesante e quindi preoccupante, perché tutti hanno ancora fresco il ricordo delle rivolte scoppiate nelle carceri italiane del marzo scorso e dei morti che esse causarono, sui quali si sta ancora indagando.

Aggiornato il: 18/11/2020