L'Ambrogino d'Oro alla direzione del carcere di Bollate

Milano (Giorno - Roberta Rampini), 19 novembre 2020

Premiata con la Medaglia d'oro la direttrice Cosima Buccoliero

C'è anche Cosima Buccoliero, direttore uscente del carcere di Bollate, tra i personaggi che il 7 dicembre 2020 riceveranno l'Ambrogino d'Oro, la massima onorificenza concessa dal Comune di Milano a chi ha dato lustro alla città.
In tutti questi anni ha garantito la continuità affiancando i direttori che si sono succeduti: "Sono felicissima non solo per me ma anche perché è il giusto riconoscimento dell'impegno del carcere di Bollate in questa difficile gestione del 'Covid-19', sono grata alla città di Milano per questa attestazione di stima e di vicinanza", ha commentato.
Cinquantadue anni, originaria della Puglia, laureata in giurisprudenza nel 1992 presso l'università degli studi di Bologna con una tesi in diritto penitenziario, lavora nell'Amministrazione penitenziaria dal 1997 e nel 2003 è stata assegnata come direttore aggiunto all'Istituto penitenziario di Bollate e nel febbraio 2019 è diventata direttore.
Sono stati anni intensi in cui ha dato il contributo per avviare numerose iniziative dietro le sbarre: dalla Academy Cisco, che consente ai detenuti di acquisire certificazioni nel settore informatico da spendere sul mercato del lavoro, fino all'asilo nido aziendale inaugurato destinato ai figli del personale ma aperto ai bambini del territorio e ai figli delle mamme detenute.
La sua candidatura all'Ambrogino d'Oro è stata sottoscritta da chi in questi anni ha lavorato e collaborato con lei dentro e fuori il carcere. "Noi operatori, a diverso titolo rappresentanti la società civile all'interno del carcere, siamo orgogliosi che sia stata accettata la nostra proposta dal Comune di Milano per la benemerenza civica dell'Ambrogino d'Oro - commentano le associazioni che hanno sottoscritto la richiesta - un atto dovuto, un grande riconoscimento alla professionalità, alla competenza, al coraggio, all'umanità e a chi nel e del carcere sa guardare oltre".
La Buccoliero ama la sua terra ma anche Milano, da lei descritta cosi: "Milano è una città in cui si possono coniugare lavoro e passioni, impegni e amicizie, un luogo in cui è radicato un associazionismo straordinario, un mondo che in questi anni ha dato molto al carcere e a tutto ciò che ruota intorno, questa città, ma più in generale direi tutta la Lombardia, è la culla ideale per il mio mestiere: qui è nata la visione diversa del carcere, qui c'è terreno fertile per il cambiamento, qui mi sento a casa".

Aggiornato il: 19/11/2020