Dl Ristori, quattro emendamenti Pd

Milano (mi-lorenteggio), 15 novembre 2020

Il senatore Pd, Franco Mirabelli: "Per ridurre sovraffollamento delle carceri"

"La situazione che si sta determinando nelle carceri italiane, a causa della ripresa così significativa dei contagi, si somma ai problemi patologici del sistema penitenziario e richiede attenzione e interventi da parte della politica e delle istituzioni.
I protocolli adottati sono utili e efficaci, ma si scontrano con la carenza di spazi: al 15 novembre 2020 erano detenute 54.767 persone, mentre i posti regolamentari disponibili sono 47.131.
Si ritorna, quindi, a verificare un sovraffollamento significativo, non superiore a quello di fasi precedenti, ma che in piena pandemia, diventa un grande problema da affrontare e da risolvere.
Le misure introdotte tempestivamente dal governo nel Decreto legge 'Ristori' che - in sostanza prorogano quelle decise a marzo 2020 - sono importanti ma non sufficienti.
Raccogliendo l'appello di molte associazioni, dei Garanti dei detenuti territoriali, della Caritas e delle Camere penali, il Pd presenterà emendamenti al testo del Decreto legge 'Ristori' al fine di ridurre la popolazione carceraria.
"Riproponiamo alla commissione Giustizia tre misure che avevamo già sostenuto lo scorso marzo, - afferma il senatore Mirabelli - innalzamento da sei mesi a un anno del limite della pena da scontare al di sotto del quale sarà possibile andare agli arresti domiciliari senza braccialetto elettronico, con l'esclusione dei condannati per i reati del 4 bis (mafia, terrorismo, reati in famiglia e stalking); aumento di 30 giorni dello sconto di pena per ogni semestre a chi ha già goduto della riduzione della pena per buona condotta per anticipare la fine della carcerazione; rinvio dell'emissione degli ordini di esecuzione, a seguito di una condanna, delle pene detentive inferiori a 4 anni".
Infine, termina l'esponente Dem: "Basterà sostituire nel testo attuale una 'e' con una 'o' per consentire, a chi ha già accesso a permessi premio o a permessi per il lavoro esterno, di restare temporaneamente fuori dagli Istituti penitenziari: si tratta di persone che, usufruendo già di quei provvedimenti non pongono problemi di sicurezza; sono misure urgenti che aiutano la gestione delle carceri, norme di buon senso, suggerite e sostenute da chi, con ruoli diversi, lavora in carcere, che possono dare un contributo importante a migliorare la difficile situazione carceraria".

Aggiornato il: 16/11/2020