Affrontare il contagio nelle carceri

Milano (fanpage - Ilaria Quattrone), 13 novembre 2020

"Il Coronavirus si sta diffondendo in maniera preoccupante"

L'aumento dei casi da Coronavirus in tutta Italia e in Lombardia, pone l'attenzione su un tema importante e attuale: il sovraffollamento delle carceri.
In Regione, in particolare, "abbiamo raggiunto 156 persone positive, di cui cinque con necessità di ricorrere al ricovero ospedaliero e 510 persone detenute in regime di isolamento", è scritto in una lettera indirizzata ai parlamentari lombardi.
L'aumento dei casi da Coronavirus in Italia tiene l'intero Paese con il fiato sospeso, cercare di contenerli è, quindi, la priorità, come lo è provare a eliminare eventuali focolai, già nella prima ondata, la lente di ingrandimento era puntata anche sulla situazione all'interno delle carceri, le proteste nate dalla sospensione delle visite dei familiari, avevano sollevato un punto fondamentale e ricorrente: il sovraffollamento carcerario.
Elemento che anche, in questi giorni, torna prepotentemente: ieri (12 settembre 2020, ndr) il sindacato della Polizia penitenziaria Osapp ha scritto una lettera al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede e al capo del Dap, Dino Petralia: "In due settimane il contagio da 'Covid-19' nelle carceri è aumentato di circa il 600 per cento".
Una posizione a livello nazionale che trova conferme anche a livello regionale in Lombardia.
Alcune associazioni e istituzioni, tra cui il Garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Milano, Francesco Maisto hanno firmato una lettera indirizzata ai parlamentari eletti in Lombardia in cui parlano di una situazione carceraria allarmante: "Nella sola Regione abbiamo raggiunto 156 persone positive, di cui cinque con necessità di ricorrere al ricovero ospedaliero e 510 persone detenute in regime di isolamento, colpisce soprattutto la repentina progressione del numero dei contagiati: solo un mese fa i positivi erano sette".
La scorsa primavera il contagio era stato contenuto con degli interventi mirati: azioni contro il sovraffollamento e riduzione della possibilità di contatto con l'esterno, oggi lo scenario appare su tutte e due i fronti drammatico; all'inizio del mese in Lombardia si contavano 7.751 detenuti a fronte di 6.156 posti disponibili, di cui 3.380 persone (su 2.925 posti effettivi) detenute solo a Milano: "Il contagio all'interno degli Istituti penitenziari - si legge nella lettera - si sta diffondendo in maniera assai preoccupante, garantire posti adeguati per l'isolamento delle persone detenute positive al 'Covid-19' o in quarantena precauzionale, considerato anche i due hub di San Vittore e di Bollate, comporta l'aggravamento delle situazioni di sovraffollamento".
Infatti "a Milano si contano 81 agenti positivi al 'Covid-19', sono state interrotte le visite ai familiari e non si interrompe il flusso di persone che arrivano a seguito di arresti o a seguito di ordini di carcerazione per condanne diventate definitive per reati commessi mesi o anni prima".
Per questo motivo, gli enti e le organizzazioni chiedono ai parlamentari eletti in Lombardia delle modifiche al Decreto legge 'Ristori' "affinché vengano ampliate le misure adottate dal governo; tra le richieste spiccano: mantenere fuori dalle carceri le persone con permessi di lavoro esterno, concedere la liberazione anticipata speciale per chi ha un residuo di pena breve, sospendere le esecuzioni penali per i reati di minore gravità, e un intervento normativo che imponga nella valutazione delle misure cautelari anche il rischio 'Covid-19', così da consentire alla magistratura di evitare la misura cautelare più grave se non sia strettamente necessaria".
 

Aggiornato il: 16/11/2020