A Bollate un centro contro il Coronavirus

Milano (Avvenire - Simone Marcer), 12 novembre 2020

Il contagio non risparmia le carceri lombarde: 510 in quarantena

Le carceri lombarde stanno cercando di riorganizzarsi per far fronte al Coronavirus con un hub per i detenuti positivi al 'Covid-19' in Lombardia allestito nel carcere di Bollate: 66 i posti disponibili, che saranno triplicati nei prossimi giorni, fino 198 posti; il reparto è stato realizzato dal personale della Polizia penitenziaria, in collaborazione con quello sanitario, coordinato dal dottor Roberto Danese.
Secondo i dati del Provveditore regionale all'Amministrazione penitenziaria, Pietro Buffa e dell'associazione Antigone, che sta facendo una mappatura del 'Covid-19', a San Vittore (l'altro hub), al 7 novembre 2020 erano 82 i detenuti positivi e 45 a Bollate; a Opera i reclusi positivi erano quattro, due in regime del 41 bis; qui ci sarebbero, però, decine di detenuti che restano in attesa del tampone e sono stati messi in isolamento precauzionale.
Complessivamente nelle carceri lombarde ci sarebbero 156 detenuti positivi, di cui cinque ricoverati in ospedale.
I dati nazionali dell'Amministrazione penitenziaria indicano che tra gli operatori i positivi sono aumentati di 154 in tre giorni; per questi ultimi, rimane il problema della copertura assicurativa: agli agenti della Polizia penitenziaria, in caso di 'Covid-19', non viene riconosciuto l'infortunio.
Per quanto riguarda, invece, il sovraffollamento carcerario, a San Vittore è del 122 per cento (926 presenti contro una capienza di 756 posti), le carceri di Bergamo e Brescia (Canton Mombello) hanno rispettivamente tassi di affollamento del 157 per cento e del 189 per cento (come ha riportato Valeria Verdolini, presidente dell'associazione Antigone - Lombardia); poi ci sono il carcere di Como, con un affollamento del 152 per cento, Monza con il 146 per cento di capienza e Varese, che è al 128 per cento. Ognuno di questi Istituti penitenziari è una polveriera che potrebbe esplodere se dovesse svilupparsi un focolaio.
Non sembra messo meglio l'Ente che dovrebbe vigilare sulla corretta organizzazione degli Istituti di pena ovvero il tribunale di Sorveglianza di Milano, con il compito di concedere i permessi e le autorizzazioni a effettuare visite, ricoveri, sospensioni e differimenti dell'esecuzione di pena.
Stando alla lettera scritta dagli avvocati della Camera penale al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede gli uffici sono in sovraccarico e con un sistema informatico tutt'altro che smart, che non permetterebbe ai funzionari della Cancelleria di collegarsi in remoto.
D'altra parte se la situazione carceraria era stata presa in esame dal governo nelle misure contro la prima ondata del 'Covid-19', negli ultimi Dpcm non c'è traccia di ciò.
Il rischio è che in mancanza di misure di contrasto alla pandemia strutturali, il percorso sia sempre lo stesso: lockdown per chi è fuori e isolamento per chi sta dentro (510 sono oggi in questa situazione).
 

Aggiornato il: 12/11/2020