Welfare. Inaugurata alle docce di via Pucci la scultura “Il Quarto d’Ora”
Milano, 17 settembre 2025 - È stata inaugurata oggi, all’ingresso delle docce pubbliche di via Pucci 3, la scultura “Il Quarto d’Ora” della giovane artista Giulia Scognamillo, nell’ambito di Match Your Art (MYA), il progetto promosso dall’Accademia di Belle Arti di Brera e Confcooperative Lombardia in partnership con tre cooperative del territorio: CCL - Consorzio Cooperative Lavoratori, Detto Fatto Società Cooperativa Sociale, La Fucina Cooperativa Sociale.
L’opera richiama nel titolo il tempo che ciascun utente ha a disposizione per lavarsi: un momento breve ma essenziale per la cura di sé e la dignità di ogni persona, un gesto quotidiano che acquista un valore nuovo e condiviso. È stata commissionata dalla cooperativa Detto Fatto, che gestisce il servizio per conto di Caritas Ambrosiana, nell’ambito della coprogettazione del sistema di contrasto della grave marginalità con il Comune di Milano. L’idea di collocarla all’ingresso dell’edificio di via Pucci acquista un significato particolare, perché porta con sé l’obiettivo di condividere arte e bellezza in un luogo prezioso dedicato alle persone più fragili.
La scultura si compone di due elementi: un busto maschile in argilla refrattaria nera e un supporto in legno scolpito, fusi in un unico flusso visivo. L’opera misura circa 170x30x30 cm e richiama lo scorrere dell’acqua: le superfici, modellate ed erose, evocano la trasformazione continua del corpo e della materia. Questo intervallo di tempo - i quindici minuti evocati dal titolo - diventa simbolo di una pausa sospesa, in cui il corpo si riappropria di sé attraverso l’acqua, restituendo dignità e intimità a un gesto essenziale. Il processo creativo ha incluso un coinvolgimento diretto e rispettoso dello spazio e dei suoi utenti: l’artista ha scelto di vivere in prima persona l’esperienza della doccia nel luogo stesso dell’opera, trasformando quell’atto di condivisione in forma scultorea.
Le docce pubbliche di via Pucci sono un servizio molto richiesto e apprezzato dai senza dimora: sono in media 300 al giorno gli accessi di persone che usufruiscono delle docce. A questi si aggiungono circa 25 persone che usufruiscono del servizio lavanderia mentre, due volte alla settimana, un centinaio di persone usufruiscono del servizio di colazione.
“I percorsi di fuoriuscita dalla condizione di marginalità che caratterizza le persone senza dimora che frequentano le docce pubbliche devono necessariamente contemperare le dimensioni dell’inclusione e della solidarietà e quella della bellezza – dichiara l’assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé –. Per questo motivo abbiamo scelto di accogliere in via Pucci questa scultura che, ricordando l’importanza della cura quotidiana per noi stessi, ci richiama tutti al valore imprescindibile della dignità umana”.
“Questo progetto rappresenta per la nostra Cooperativa un’occasione importante per coniugare l’arte con la realtà dei nostri servizi – spiega il presidente della Cooperativa Detto Fatto Luigi Saracino –. L’opera di Giulia porta sulle docce uno sguardo diverso: la lettura di una persona che coglie la profondità dell’umanità di altre persone poco ‘viste’, quelle che frequentano le docce. La scultura che è qui, è un’opera, cioè qualcosa che resta fisicamente a testimonianza e a vantaggio di tutti coloro che le vivono, portando il bello e l’arte, restituendo un pezzo di dignità a chi entra”.
“Match Your Art – spiega il presidente di Confcooperative Cultura Turismo Sport Lombardia Fabrizio Pozzoli – è un progetto con possibilità interessanti; un vero ‘match’ tra il mondo del lavoro e i giovani artisti. Vogliamo supportarli nel realizzare concretamente i loro percorsi professionali e coinvolgere le cooperative, che vedono nell’arte una forma autentica di espressione del proprio operato”.
“MYA – commenta il direttore artistico del progetto Alberto Gianfreda – si configura come facilitatore di incontri tra cooperative e artisti per rispondere all'urgenza di superare la dimensione autoreferenziale e solitaria dell’arte in favore di dinamiche cooperative poste all’inizio di un processo creativo e realizzativo”.
“L’installazione di un’opera d’arte nella sede di un servizio a bassa soglia, rivolto alle persone senza dimora e in grave emarginazione, come le docce pubbliche del Comune di Milano, non solo mette al centro il tema della bellezza che è ‘cura’, che cura e fa bene, ma contribuisce a rendere un luogo connotato, come un servizio rivolto alla marginalità, potenzialmente in luogo aperto, parte della comunità tutta – afferma il responsabile dell’Area GEA di Caritas Ambrosiana Alessandro Pezzoni.
Aggiornato il: 17/09/2025