Emergenza abitativa. Online il bando di coprogettazione per la gestione di 500 alloggi pubblici
Bertolé e Bottero: “L’operazione ci permetterà di dare risposta a una platea potenziale di 1.500 persone”
Milano, 10 marzo 2026 - Entra nel vivo la sperimentazione del sistema innovativo di gestione di alloggi da destinare a persone o nuclei familiari in condizioni di fragilità che vede coinvolti, per la prima volta insieme, gli assessorati al Welfare e Salute e all’Edilizia residenziale pubblica.
Dopo una prima fase di coprogrammazione durante la quale sono state definite le modalità congiunte di individuazione del bisogno e presa in carico, è adesso online l’avviso pubblico per l’individuazione di soggetti del Terzo settore disponibili alla coprogettazione di una filiera di soluzioni, con l’obiettivo di affrontare il tema dell’emergenza abitativa nel suo complesso, costruendo proposte condivise e diversificate e superando la frammentazione delle risposte, attraverso l’identificazione di nuovi modelli di intervento e di governance. Le candidature sono aperte fino alle ore 12 del 27 aprile.
La partnership che si svilupperà all’esito del bando pubblico ha come obiettivo quello di supportare sia coloro che non hanno i requisiti per l’accesso alla casa popolare né adeguata capacità economica per sostenere i costi dell’affitto privato, sia gli utenti in carico ai Servizi sociali che, pur essendo in grado di provvedere ai propri bisogni primari, attraversano un momento di difficoltà di tipo socio-economico e necessitano di un servizio di accompagnamento. Per la prima categoria di bisogno si mira a rendere disponibili abitazioni a canoni di locazione calmierati e calmierati ridotti, che non potranno superare gli importi massimi pari rispettivamente a 75 euro al metro quadro e 55 euro al metro quadro annui. Per i nuclei maggiormente in difficoltà dovranno invece essere messe a disposizione soluzioni abitative e percorsi di accompagnamento sociale ad hoc.
La caratteristica specifica del sistema sarà la sua flessibilità nell’adattarsi alle esigenze di ciascun beneficiario attraverso la predisposizione di diversi modelli di risposta.
A supporto dell’intero processo dovrà essere sviluppato uno strumento di finanziamento che garantisca la sostenibilità del progetto e che permetta il reperimento di risorse per la ristrutturazione degli alloggi messi a disposizione. L’offerta abitativa parte da un patrimonio di 339 alloggi pubblici di proprietà comunale, cui si aggiungeranno sei beni confiscati alle mafie e quelli eventualmente messi a disposizione dal Terzo settore che risponderà all’avviso. Sono state, inoltre, individuate altre 143 unità abitative nei comuni dell’hinterland milanese, di proprietà del Comune di Milano, che potranno essere messe a disposizione al fine di estendere all’area metropolitana l’impatto del progetto.
All’esito della coprogettazione, gli alloggi pubblici saranno concessi in comodato d’uso gratuito da parte del Comune ai soggetti partner, per la realizzazione degli interventi di riqualificazione e la successiva gestione integrata (immobiliare e sociale).
La coprogettazione verterà su due distinte aree di attività progettuali: una riguarderà il coordinamento più generale del progetto e la gestione dello strumento finanziario ai fini della sostenibilità economica; l’altra la gestione degli alloggi e dei percorsi di accompagnamento e supporto, laddove previsti. Per l’avvio della sperimentazione si stima un impegno iniziale a fondo perduto di quasi 3 milioni di euro. Ciascun ente partner dovrà garantire una quota di cofinanziamento derivante dalla partecipazione ad avvisi mirati, fundraising e altre opportunità di reperimento di fondi.
“Per la prima volta con questa sperimentazione – dichiarano gli assessori Lamberto Bertolé (Welfare e Salute) e Fabio Bottero (Edilizia residenziale pubblica) – i due assessorati coinvolti nella gestione dell’emergenza abitativa costruiscono insieme strategie condivise per intercettare questo tipo di vulnerabilità e mettere a terra, insieme al Terzo settore, una risposta di sistema ai bisogni di un numero crescente di cittadini e cittadine. Sia di coloro che non accedono alle case popolari né possono permettersi di stare sul mercato dell’affitto privato, sia di coloro che sono in carico ai Servizi sociali, per i quali è fondamentale che alle risposte materiali si affianchino quelle educative e i percorsi di accompagnamento verso l’autonomia, per una presa in carico a 360 gradi che renderà più efficaci gli interventi. Questa operazione ci permetterà di dare risposta a una platea potenziale - se consideriamo i soli alloggi pubblici - di 1.500 persone, valorizzando il patrimonio comunale con la disponibilità di 500 alloggi”.
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Aggiornato il: 10/03/2026