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RIAFFIORAMENTI - Asia on my mind - di Luca Casonato

dal 11 feb 2022 al 13 mar 2022
Acquario Civico

La mostra Riaffioramenti - Asia on my mind, ospitata all’Acquario Civico di Milano dal 11 febbraio al 13 marzo, si compone di 90 opere di piccole (21x15cm e 44x30cm), medie (60x45cm) e grandi dimensioni (85x60cm) al fine di “ridar vita”, attraverso il ricordo e l’azione artistica, alle magnifiche carpe che popolano gli stagni del giardino Qinghui a DaLiang (Cina).  L’appuntamento, curato da Giovanni Pelloso, è promosso dal Comune di Milano - Cultura e dall’Acquario e Civica Stazione Idrobiologica.  Su sue fotografie stampate in bianco e nero, Luca Casonato interviene in molteplici sessioni colorando a mano con inchiostri di china il medesimo soggetto. Il progetto espositivo offre al visitatore, oltre all’espressività dell’intervento, una riflessione sulla memoria visiva e sull’inafferrabilità del colore, manifestazione di quelle vite che attraversano lo specchio d’acqua.  

RIAFFIORAMENTI - Asia on my mind - di Luca Casonato

A cura di Giovanni Pelloso

La mostra Riaffioramenti - Asia on my mind, ospitata all’Acquario Civico di Milano dal 11 febbraio al 13 marzo, si compone di 90 opere di piccole (21x15cm e 44x30cm), medie (60x45cm) e grandi dimensioni (85x60cm) al fine di “ridar vita”, attraverso il ricordo e l’azione artistica, alle magnifiche carpe che popolano gli stagni del giardino Qinghui a DaLiang (Cina).  L’appuntamento, curato da Giovanni Pelloso, è promosso dal Comune di Milano - Cultura e dall’Acquario e Civica Stazione Idrobiologica.  Su sue fotografie stampate in bianco e nero, Luca Casonato interviene in molteplici sessioni colorando a mano con inchiostri di china il medesimo soggetto. Il progetto espositivo offre al visitatore, oltre all’espressività dell’intervento, una riflessione sulla memoria visiva e sull’inafferrabilità del colore, manifestazione di quelle vite che attraversano lo specchio d’acqua.  
 
Foglio dopo foglio, nella ricorsività del gesto, in quel continuo ritorno all’inizio, sempre uguale, nel suo cominciamento, e sempre diverso, nel suo epilogo, riporta a una dimensione dell’essere. Ciò che affiora alla mente non è una memoria ascrivibile a un’azione di duplicazione della realtà, tale da potersi ritenere oggettiva e cristallina, ma il risultato di un’esperienza della visione e della rievocazione filtrata da un carico emotivo ricco di suggestioni e di fascinazioni, di pulsioni dell’animo e di invenzioni immaginative che fa di quel vissuto non solo una storia personale e particolare, ma oltremodo incapace di rendersi definitiva poiché sempre in grado di accogliere nuove impressioni e reminiscenze. L’opera di Luca Casonato ci ricorda, in un mondo dove tutto si vorrebbe indubitabile e immutabile, dove a tutto è chiesto di cadere nella cesta della logica e del dato analitico, della contabilità e del metodo sperimentale, di quanto l’uomo sia un essere inafferrabile, capace di sottrarsi a ogni pretesa. Giovanni Pelloso  
 
Un viaggio compiuto in Cina nel 2010 ha permesso a Luca Casonato di visitare il famoso Qinghui Garden nella regione del Guangdong. Ricco di alberi, fiori, rocce, padiglioni e bacini d’acqua, il classico giardino cinese in miniatura esprime pienamente l'armonia del rapporto tra l’uomo e il paesaggio naturale, ricreando artificialmente quegli equilibri visivi che si hanno in natura e che, fonte di ispirazione e di elevazione, nutrono lo spirito. Pur essendo ancora vivo il ricordo di quel luogo e di quegli istanti, l’autore non recupera mentalmente la certezza della sensazione cromatica, risultando invece indefinita, cangiante, in continuo mutamento. Pur concentrandosi, il colore, questo elemento distintivo, perdendo consistenza, oggettività, ridefinendosi ogni volta, sembra qui appartenere a una realtà soggettiva dipendente da una concatenazione emotiva. 

BIOGRAFIA
Luca Casonato (1977), conseguita la laurea in ingegneria edile e la specializzazione in fotografia, decide di completare la sua formazione professionale nel delicato ruolo di assistente: sarà Gabriele Basilico il suo mentore per alcuni anni (2004-2006). Sin dall’inizio, per scelta autoriale, affianca all’attività professionale di fotografo una costante ricerca artistica rivolta alla rappresentazione del frammentato paesaggio contemporaneo e all’estetica dell’ingegneria.

Di lui, Roberta Valtorta, direttrice del Museo della Fotografia Contemporanea (2005-2015), scrive: 
«Caratterizzano le scelte progettuali dell’autore due precisi elementi: la ricerca costante della serialità e della modularità presenti nel paesaggio contemporaneo – frutto di una propensione e di un metodo di natura quasi scientifica nell’indagare il reale – e il coraggioso impiego, non privo di ironia, di colori accesi e molto ben definiti di sapore quasi neo-pop – che costituisce un codice tecnico-espressivo molto forte. […]
Le ricerche di Luca Casonato hanno la qualità di apparire diverse tra loro eppure legati da una notevole coerenza che discende soprattutto dal modo di strutturare l’immagine e di pensare il mondo nella forma di un articolato insieme, nel quale grandi paesaggi oppure particolari dell’ambiente si affacciano contribuendo a creare un vasto mosaico che immaginiamo l’autore intenda continuare a costruire metodicamente nel tempo».